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LA MODA NON È FRIVOLA: L’ARTE DI CLOTO E DI ARACNE

Perchè la moda è un esigenza fondamentale degli uomini fin dall’antichità?

Chiariamo subito una cosa fondamentale:iniziare un articolo o una narrazione con la parola “storia” o “indagini archeologiche su…” avrebbe fatto fuggire a gambe levate qualsiasi lettore, anche motivatissimo,  pronto a capire un po’ di più su questo mondo noto per belle immagini e gente ben vestita e truccata.  Sopratutto in questo periodo in cui una piega dal parrucchiere o una manicure sembrano essere un miraggio…

Mi piacerebbe far capire come la moda, da sempre affare serissimo, sia stata non un vezzo ma una esigenza fondamentale dell’uomo fin dal passato più remoto. 

LA TESSITURA: UN’ATTIVITÀ FONDAMENTALE DELL’AGIRE UMANO, SIMBOLO DELLA VITA UMANA

Nel titolo faccio riferimento a due fanciulle del mito, Cloto e Aracne ma chi erano? 

Aracne, fanciulla bellissima figlia di un tintore di stoffe, nacque a Colofone, città nota per la porpora, in un’epoca i cui confini si disperdono nel tempo. 

La sua abilità di tessitrice era nota per tutto il Mediterraneo e ciò le dava gran vanto, tanto grande da inorgoglirla al punto da avere l’ardire di compararsi con la dea Atena. 

La dea, molto poco disposta ad accettare colpi di testa simili (come tutti gli dei), un giorno si presentò al cospetto della ragazza sotto le sembianze di una vecchia tessitrice che l’ammonì per la superbia. 

Aracne non ascoltò il consiglio e si trovò davanti la proprio la dea Atena pronta a sfidarla. 

Aracne si difendeva molto bene e Atena, infuriata, le distrusse l’arazzo e la condannò a filare per l’eternità appesa ad un filo trasformandola in un ragno.

Cloto invece ha una fama più triste tra i cultori dell’antichità poichè è nota nel gruppo delle Moire, divinità che avevano la responsabilità di ripartire il tempo della vita degli esseri umani. 

Cloto, come il nome stesso dice (Klotho, greco per “tessere”) era colei che tesseva il filo della vita, colei che ne garantiva la lunghezza e quindi la durata. 

Ebbene, se il mito ha affidato questa importanza alla attività femminile per eccellenza, è giusto capire come i tessuti possano essere non solo strumenti per difendersi dal freddo ma anche per indicare il ruolo, il rango e l’importanza nella società.  

Dolce&Gabbana Alta Moda, July 2019

DA COPRIRSI AD ESSERE BELLI E COPERTI

Qualcuno si è mai chiesto come si vestissero le persone del passato e quale era la funzione del loro abbigliamento? 

Da indagini archeologiche in alcuni siti del Trentino si è notato che dall’età del Bronzo (seconda metà del IV millennio a. C- 600 a.C. circa)gli uomini tessevano fibre naturali, lana e peli animali. Ovviamente si tratta di frammenti piccoli ma che aiutano a ricostruire bene come fosse trama e ordito del tessuto e restituisce anche esempi di decorazione, come inserimento di semini colorati nell’ordito. 

Sappiamo che nella successiva età del Ferro le condizioni non dovevano essere molto differenti ma deduciamo la grande importanza data all’attività della tessitura dalla grande quantità di fusaiole e pesi da telaio rinvenuti nei corredi tombali. Sicuramente si tessevano forme molto semplici, spesso unite o tenute chiuse, le une alle altre con fibule particolari che, di bronzo anch’esse, potevano essere anche decorate con perle d’ambra, prova di contatti commerciali nel mondo mediterraneo. 

Qualcosa cambia nel VII secolo a. C. , periodo Orientalizzante, in cui il ruolo predominante era dei “Principi” che mostravano il proprio potere sia con monumenti funerari imponenti che con palazzi ispirati al modello delle regge persiane, dunque di dimensioni importanti. 

Proprio da una tomba di un “Principe” di Verrucchio ci sono pevenuti vari frammenti di tessuto che dovevano essere colorati con toni di rosso e violaceo pertinenti a mantelli semicircolari e ad abiti. 

Il diverso tipo di tessitura marcava il tipo di importanza e di valore del suo proprietario. 

La perfetta esecuzione e la presenza di moltissimi dettagli stabilisce e prova che non si trattava di semplici vestiti ma erano indicatori di rango e status e per questo il mantello semicircolare era un elemento da parata che doveva comunicare immediatamente il ruolo a tutti i membri della comunità. 

Avvicinandoci ad un periodo storico “più recente”, incontriamo l’eleganza degli Etruschi che erano noti per la qualità elevata delle loro stoffe e la varietà degli abiti indossati, come si evince dalle pitture vascolari e parietali. Abbiamo dai contesti tombali una quantità interessanti di rocchetti , fusaiole e conocchie, spesso differenti per forma da un centro ad un altro, probabilmente perchè, come qualcuno ipotizzava, tessevano filati e materiali diversi. Abbiamo però una ricostruzione di un abbigliamento femminile tipo che constava di tunica stretta in vita da cinturone, un mantello tenuto fermo sulle spalle da fibule e una quantità variabile di gioielli e ornamenti. 

Andando verso Sud, incontriamo il mondo magnogreco, a noi più noto per via delle numerose rappresentazioni scultoree e ceramiche, in cui appaiono fanciulle avvolte in abbondanti panneggi. 

Si sa che la produzione era per lo più domestica ma sappiamo che le fanciulle dell’aristocrazia locale dovevano, in un periodo precedente al matrimonio, lavorare alla tessitura per gli abiti (chitoni e pallii) che dovevano vestire le statue delle divinità durante le Feste Rituali. 

Più abbondanti sono le fonti iconografiche per quanto riguarda il mondo romano e anche la letteratura è più generosa di informazioni. Sappiamo, ad esempio che gli esponenti del rango senatorio vestissero una toga bordata di porpora, la praetexta, e che le donne rimanessero fedeli ad un tipo di abbigliamento ( e acconciatura) piuttosto conservatore e tradizionale, almeno fino al periodo di Augusto ( I sec. a. C. / I sec. d.C. ) e che le donne continuavano a detenere il ruolo della amministrazione domestica e, ovviamente, soprintendenti a filatura e tessitura. 

MOLTO PIÙ DI UN PASSATEMPO

Penelope che fa e disfa la tela, Circe che incontra Ulisse mentre era intenta a tessere e le succitate Aracne e Cloto ci ricordano la nobiltà della tessitura e della creatività che va oltre la leggerezza dell’immagine percepita. La tessitura è lavoro, dedizione e innovazione.

Gli abiti possono essere testimonianze di un’epoca e ne diventano simboli perchè la moda racconta le persone, la società, gli stili di vita e le abitudini delle persone.

…e ovviamente, dopo questa breve lettura credo inizieremo a valutare l’attività nobilissima di”fare la calza” un affare serissimo… sennò Atena si arrabbia!!!

Questo articolo è scritto da: Maria Elena Iuliano

Foto: sfilata di Alta Moda di Dolce & Gabbana – Valle dei Templi – Agrigento

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