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LA GENTILEZZA: L’ ARMA PER MIGLIORARE IL LAVORO NELLA MODA

In che modo la gentilezza può migliorare il lavoro creativo?

Come psicologa, spesso mi viene chiesto  che cosa ha a che fare uno psicologo con il mondo della moda.

In realtà questa  domanda è assolutamente lecita: se penso a cosa fanno le mie colleghe e cosa facevo in passato quel mondo è molto diverso da quello dell’industria creativa.

Si trattava di lavorare nei reparti ospedalieri, entrare in empatia con le sfide delle persone, aiutarle a raccogliere e ripristinare i loro sogni, il tutto fatto in un ambiente clinico, circondati da quel profumo di disinfettante che niente ha a che vedere con il mondo dai profumi floreali interpretati da Maison Dior o con i leggendari esperimenti di Alexander McQueen.

Ci ho pensato molto e ho riflettuto su quello che io come psicologa potevo regalare a questo mondo incantato.

Dior- J’ADORE – GRASSE JASMINE

 

Cosa c’è di creativo in uno psicologo?

La gentilezza.

La gentilezza è ciò che gli psicologi possono offrire.

Immergendoci nella vita dei clienti ed estendendo il concetto di empatia verso la loro esperienza, possiamo comprendere le loro esigenze e i loro desideri nei confronti un prodotto andando oltre la sua utilità e le sue qualità materiali.

Questo approccio garantisce un modo diverso di interpretare le cose e di migliorare il processo creativo nella moda.

Infondendo le creazioni con valori umani, come ad esempio il significato personale di un oggetto, come questo interagisce con i nostri sentimenti e che significati ha nella nostra vita, possiamo offrire maggiori opportunità di tradurre la creatività artistica in successo commerciale e finanziario.

È qui che gli psicologi attraverso la gentilezza diventano una forza creativa.

 

Conosce il cliente tutti lo vogliono nessuno lo fa

Vista così, comprendere il cliente è una questione che può sembrare superficiale, tutti parlano di conoscenza e targettizzazione dei propri clienti ma interessante è comprendere perché abbiamo bisogno che gli psicologi lo facciano e come ciò possa essere fatto in modo utile e professionale?

La mia ricerca ha rivelato che uno dei maggiori ostacoli è aiutare i creativi a vedere gli utenti oltre le vendite immediate.

Per il lavoro quotidiano di un designer, c’è poco spazio e tempo per interagire con l’utente al di là del sell-through settimanale e delle analisi statistiche: questi rapporti sulle vendite settimanali permangono sullo sfondo del processo creativo, orientando i progetti verso una ripetizione dei best-seller proprio a causa del fatto che gli utenti vengono visti come monete.

 

Balenciaga,2020

In effetti, c’è poco tempo per capire i clienti, per entrare in empatia con i loro bisogni ed esperienze e soprattutto per raccogliere dati certi.

Ovviamente non sto incolpando  il team creativo anzi, al contrario, la maggior parte dei professionisti ha combattuto con la propria stanchezza per essere sempre all’altezza, a volte perfino compromettendo la propria passione creativa per il bene della sopravvivenza aziendale.

Nei tempi attuali in cui il mercato è sempre più incerto, senza strategie di successo garantite, sembra più opportuno che mai prendere in considerazione una migliore relazione con gli utenti: entrare in empatia con loro sembra essere fondamentale per migliorare il processo creativo.

 

Ma i clienti hanno davvero la capacità di offrire informazioni utili ad un creativo?

Gli utenti comprendono davvero i valori artistici e i talenti creativi che i designer hanno impiegato anni per guadagnare? O è come chiedere a un ragazzo inesperto di sedersi sulla sedia del regista e girare un film?

Perchè se da una parte è ovvio che conoscere le abitudini e le preferenze dei consumatori ci aiuta a vendere più, non è altrettanto scontato che, proprio i consumatori, possano offrire spunti utili a livello creativo.

I ricercatori hanno fatto una distinzione tra l’uso della leadership creativa e la creatività adattiva nella moda.

Mentre il primo concetto è legato alla nozione di pensiero divergente, il secondo si riferisce alle strategie per reimpostare gli attuali paradigmi e offrire innovazioni di tendenza in linea con le esigenze dei consumatori.

Savage Beauty. Alexander McQueen

Con questa distinzione in mente, l’empatia dell’utente non minaccerebbe l’innovazione e la creatività che solo “uno del mestiere” può avere.

Attraverso una comprensione più profonda dei consumatori, la gentilezza e l’ascolto miglioreranno l’uso della creatività adattiva e assicureranno che le idee innovative rispondano alle esigenze dell’utente, diventando così una fonte e una base per creazioni artistiche.

L’integrazione tra l’occhio del consumatore più preciso su ciò che manca da tempo al mercato e le idee innovative dei creativi porteranno alla nascita di progetti sorprendenti a livello artistico e commerciale.

Apprezzare ciò che la gentilezza e l’empatia hanno da offrire è riconoscere i vari tipi di creatività all’interno un progetto e dare a loro la possibilità di co-costruire la moda del futuro.

Pensare che la gentilezza possa scontrarsi con la nostra creatività significa ignorare gli interessanti spunti e sfumature che gli utenti possono offrire.

Le circostanze commerciali hanno reso l’empatia dell’utente molto più difficile, però, spostando le nostre priorità oltre il valore monetario e utilizzando la psicologia per innescare un dialogo e una conversazione significativi, mostrare gentilezza migliorerebbe ulteriormente la creatività, rendendola estremamente preziosa per l’attuale sistema moda.

C.S.

Foto: @EnricaMannari

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