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Il profumo della moda italiana

LE MAGIE DI UN’ ESTATE ITALIANA

A molti può ricordare il ritornello di uno dei tormentoni dello scorso anno, qualcuno inneggiava addirittura alla bellezza di Ostia Lido (i Romani hanno una opinione vagamente differente rispetto al cantante) ma, in un anno decisamente strano, in cui in pochi hanno voglia di cantare e di storpiare i ritornelli dietro la mascherina, l’estate italiana può essere decisamente un ottimo argomento.

Per cosa? Per una conversazione telefonica (rispettando il distanziamento) o per progettare, per chi al viaggio non rinuncia “no matter what”, o per chi si interroga sul vero significato di “Estate Italiana”.

Capri, Portofino, Sicilia, Forte dei Marmi… posiamo il catalogo dell’agenzia di viaggi, dimentichiamoci delle promesse delle pubblicità in TV che promettono “vacanze esperienziali” (cosa vorrà dire, poi, e in cosa praticamente prevederà, lo scopriremo solo vivendo) e saltiamo indietro di qualche decennio… dopo gli anni bui della II Guerra Mondiale, più precisamente al 1949. 

Dai racconti dei nonni, erano davvero in pochi quelli che avevano avuto il privilegio di progettare un viaggio o di ri-approcciarsi alla vita in modo spensierato ma gli Italiani non si arrendono, sanno come reagire anche dinanzi ad un paese squassato e a sogni parzialmente distrutti e, siccome dal Kaos nasce una stella danzante, studiano come progettare questo fenomeno.

Si passa presto dagli anni della depressione agli anni del Boom Economico e l’Italia diventa presto una meta di vacanza (e faro di stile) oggetto di interesse.

Vip, attori, politi e tutto il Jet Set viaggia in Italia e porta presto una circolazione di denaro importante, creando così un vero e proprio flusso turistico che impone una “creazione/codificazione” di figure professionali specifiche e, allo stesso modo, impone uno stile dell’abbigliamento autoctono, introvabile altrove, se non qui, nel Bel Paese.  

LA MODA E L’ITALIA

Un aviatore che entra poi nel mondo della moda, per “scherzo”, nel 1949 studia e lancia la prima collezione di costumi da bagno e di moda mare, ispirata al bianco e nero prodotta con sete Ravasi di Como.

Questo signore si chiama Emilio Pucci e per tutta la vita creerà stampe ispirate, tra le tante anche ai mosaici siciliani, e a Capri aprirà il primo negozio di abbigliamento mare (prodotto a Firenze) a Marina Piccola. Il suo nome è anche legato ad una fantasia ed ad un profumo particolare, Vivara, nell’isola di Procida, caratteristica per i colori ispirati al blu del mare e alle sfumature di verde della lussureggiante vegetazione ( pare abbia “concepito” questa fantasia mentre sorvolava il tratto di mare e rimase affascinato dagli effetti di colore della natura). Colleghiamo il nome di Emilio Pucci anche ad altre collezioni moda, ispirate alla Sicilia (1956); a Siena (1957); al Botticelli (1958).

In quegli stessi anni, mentre lui creava stampe coloratissime e i film erano ancora in bianco e nero, una meravigliosa Audrey Hepburn invitava alla scoperta di Roma, in un film che è più che un omaggio alla capitale, sfrecciando su una vespa e ridendo fragorosamente mentre in atteggiamento (poco) formale mangia un gelato sulla Cordonata del Campidoglio.

Due simboli che i turisti stranieri chiedono di avere nel loro “memory book” : italian gelato e le vestigia gloriose di Roma ( il Colosseo è tra queste). Interpretando una principessa, la Hepburn indossa una gonna molto vicina allo stile corolla, di memoria decisamente francese (Dior); mentre, un’altra icona di stile, sempre a Capri, insegna che non è disdicevole togliere i tacchi ed indossare i sandali piatti e camminare per i vittoli dell’isola azzurra.

Lei si chiama Jacqueline ( Onassis o Kennedy o semplicemente Jackie O’) e insegna anche ad indossare un tipo di pantaloni corti alla caviglia, a vita alta, creati da lei stessa e da lì diventati un capo fondamentale in ogni armadio, i famosi “capri”… uno dei pochi casi in cui la persona detta la moda e non il contrario. Ancora una volta, “Made in Italy”. 

Un’altra perla meravigliosa della Campania, non resta a guardare dinanzi alla gloria che Capri acquisisce,e sviluppando la tecnica tessile, il “tinto in capo”, usati per lavorare la iuta (già in uso dall’800), dà l’avvio ad un tipo di moda raffinata, ricercata che va incontro ai gusti “difficili” dei vips: Positano crea la sua “moda mare” che diede anche vita ad una kermesse di moda che si teneva proprio li, nella perla della costa d’Amalfi, tra le sue case colorate e le viuzze ripide.

La mia estate da “piccola” ricorda anche un altro evento, che si teneva a Roma, la cornice era la Scalinata di Trinità dei Monti o il salotto Barocco di Piazza Navona, l’evento faceva sognare… era la consacrazione dell’alta moda come una promessa e una educazione alla bellezza, trasmesso in prima serata perchè tutti vedessero.

Era Estate, in una Roma sempre gloriosa di bello, la moda italiana celebrava la sua “Donna Sotto le Stelle”… e poi? Beh, l’Italia seguì e subì, con le sue eccellenze, qualche ceffone dato dal “fast fashion” o dalla “globalizzazione”. Tutto durava poco, tutto era “usa e getta” o quasi e anche le grandi maisons hanno dovuto in parte seguire questo fenomeno della “corsa forsennata al must have” e costringendo gli stilisti a ricercare ossessivamente “il nuovo oggetto” da lanciare con cadenze non più stagionali. 

LOCKDOWN E OMAGGIO AL BEL PAESE

Probabilmente molti ricorderanno il 2020 come un anno terribile, qualcuno vorrà dimenticarlo, qualcuno sta ancora cercando di capire come definirlo. Non sarà importante cercare una definizione, l’importante è reagire.

Se alla metà della primavera Giorgio Armani ha deciso di iniziare un progetto di moda “sostenibile”, inaugurando una tendenza rivoluzionaria, bisogna comunque aiutare le persone a sognare, proprio in un momento in cui ci viene imposto di rimanere con gli occhi spaventosamente aperti.

Cosa fa brillare e aprire gli occhi più di un gioiello? Pare sia stata questa la scommessa di Chopard quando a maggio (mentre tutto iniziava a mostrare una pallida idea di apertura) lancia il nuovo “Happy Sport” ispirato all’Italia con i diamanti che si muovono gioiosi sul quadrante e che hanno i colori della nostra bandiera.

Seguono Dolce e Gabbana, la cui dichiarazione d’amore alla Sicilia si ripete di anno in anno con rinnovato fervore. Colori, modi, stile…tutto inneggia al modo di vivere della Sicilia, perfino i profumi della stessa racchiusi nella boccetta squadrata, apparentemente rigorosa ma pronta a rivelare l’elisir “del viaggio”.

Alberta Ferretti segue  lo stesso trend con la sua nuova collezione “resort”, definita dalla stessa stilista come un invito al sogno( in un momento in cui sognare è difficile, ma bisogna insegnare a farlo di nuovo), e centra la sua attenzione sul “daywear”, spiegando che ora indossare un abito da sera è più difficile perchè non ci sono più tante occasioni ma non per questo bisogna rinunciare a vestire “da sogno”.

VIAGGIO IN ITALIA

Gli omaggi al Bel Paese sono delle vere e proprie dichiarazioni d’amore… Mario Testino nel suo libro “Ciao” interpreta tutti i concetti dell’ essere italiano, moda, gusto, modo di essere, bellezza… esattamente come ha fatto Rosa Vaia, naso della maison Coquillete Paris, che ha deciso di omaggiare il protagonista di uno dei Golfi più famosi del mondo, il Vesuvio, chiamando un profumo proprio “Vesevius”.

Le note del limone di Procida, dell’orchidea selvatica, mirto, la ginestra, il pino sono una cartolina olfattiva del ” Viaggio in Italia” , l’omaggio alla nostra autenticità, la sola ricchezza inalienabile, la certezza che solo il bello delle emozioni ci rende vivi e che il nostro è veramente “un Paese Meraviglioso”. 

Prossima Destinazione di Viaggio… Italia, ovviamente!! Pronta!!!!!

Articolo scritto da: Maria Elena Iuliano
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