fbpx
a
Image Alt
 • Femminilità  • CALVIN KLEIN E DRAG QUEEN: FRA INCLUSIONE ED EMPOWERMENT

CALVIN KLEIN E DRAG QUEEN: FRA INCLUSIONE ED EMPOWERMENT

Non era mai successo fino ad ora… ma non è mai troppo tardi!

Nel Maggio del 2020 ci confrontiamo con una scelta importante del famosissimo marchio: quella di scegliere come testimonial Pabllo Vittar, drag queen e  cantante di successo.

In particolare parliamo del progetto #proudinmycalvin

“Sono quello che sono. Mi piace quello che mi piace. Faccio quello che mi va. Fatevene una ragione. Esprimiti senza limiti con i nuovi capi Calvin Klein Jeans e Underwear”.

Calvin Klein ci racconta la libertà di esprimersi tramite la moda. Assumere come testimonial una drag queen è un messaggio sociale e culturale, inoltre riporta all’attenzione i concetti di inclusione ed empowerment.

Un esempio di inclusione

Per molto tempo, la moda è stata dominata da figure femminili alte, magrissime e bellissime.

Con il passare degli anni abbiamo assistito all’introduzione di testimonial uomini, di modelle curvy, di fotomodelle anziane, di set fotografici che  hanno come protagoniste donne in gravidanza. Adesso è arrivato (finalmente) anche il momento per le drag queen! 

Con la scelta di Calvin Klein assistiamo ad uno splendido esempio di inclusione.

Vengono,ancora una volta, superate le barriere ritenute iinvalicabili del settore moda, dando la possibilità di accesso e di partecipazione attiva.

Questo processo ha dato alla categoria specifica (in questo caso drag queen) la possibilità di auto-rappresentarsi e di farsi rappresentare d fronte il grande pubblico. Affinché ciò diventi efficace, sarebbe opportuno che l’inclusione diventasse un’abitudine quotidiana ed estesa anche ad altri settori.

Calvin Klein rappresenta un ottimo punto di partenza!

Stiamo lentamente mettendo in atto il concetto di democrazia culturale: processo secondo la quale TUTTI i cittadini hanno il diritto, non solo al consumo di un prodotto, ma anche alla sua produzione e distribuzione. 

Se la moda può servirci a raggiungere questo nobile scopo, perché non prenderne atto ed approfondire la questione?!

La parola d’ordine è Empowerment

Essere inclusi (quindi accolti, accettati e parte attiva) nella società significa acquisire empowerment. Ovvero?

Riconquistare la consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità e del proprio agire.

In altre parole, significa “conferire potere” e “rendere abili” le persone o i gruppi di poter mettere in atto le loro capacità, le loro scelte e le loro responsabilità. 

Acquisire empowerment porta ad incrementare l’autoefficacia e l’autostima.

In sintesi: potenziare se stessi e realizzarsi, divenendo attori protagonisti della propria vita. Passiamo da una condizione di passività ad una di attività partecipativa.

Ci rendiamo artefici del nostro destino!

Siamo empowered quando siamo indipendenti, difficilmente manipolabili, fiduciosi, dotati di grandi interessi, ottimisti, produttivi e meno inclini all’aggressività, alla rabbia ed alla frustrazione. Ciò ci consente di creare delle identità forti e solide,meno succubi del giudizio altrui.

Tutto questo può aiutare la categoria delle drag queen (o drag king),spesso vittime di discriminazioni.

Diventare autorevoli, lavorando con passione e dimostrando ciò che si è, senza temere le reazioni altrui sta alla base di ogni società che si voglia definire civile. 

L’inclusione e l’empowerment consentono di acquisire controllo sulla propria vita, anche attraverso la moda. 

Facciamo i complimenti a Calvin Klein. 

A prescindere che la sua possa essere una trovata pubblicitaria o una reale adesione alla causa, possiamo attribuirgli il merito di averci ricordato che tutti possiamo raggiungere i nostri obiettivi credendo in noi stessi e manifestando i nostri ideali anche tramite lo stile.

Libertà. 

Essa è un diritto di qualsiasi persona e non dobbiamo mai dimenticarcene. 

Promuovere la libertà significa rendere normali le differenze. 

La diversità non è un limite ma un’occasione: ognuno di noi lascia un pezzo di sé in questo mondo, dal quale chiunque (magari dall’altra parte del globo) può prendere ispirazione o coraggio per dire al mondo come si sente realmente.

Per concludere, vi lascio con le parole dello stesso Pabllo Vittar.

<< Per tutto il tempo, quando indosso le mie ali,le mie ciglia e il mio trucco mi sento felice perché questo   sono io. Mia madre e le mie sorelle mi prendono sempre la mano e mi dicono: “Non dimenticare che tu sei mio figlio, tu sei mio fratello,tu sei mia sorella ed io ti voglio bene. Qualsiasi cosa tu faccia, non importa”. Avere una famiglia che ti supporta quando appartieni alla comunità LGBT è essenziale>>

Questo articolo è scritto da: Chiara Fraumeni @psicofrau

LASCIACI UN COMMENTO